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My Mad Fat Diary

Per una telefilm addicted come me ogni occasione è buona per iniziare una nuova serie. Che sia una sit-com, un thriller o un teen drama non importa, basta sempre averne una di riserva da poter cominciare.

Un giorno ero a secco di novità e capitando in un post in cui si parlava di serie tv la mia attenzione è subito stata catturata da un telefilm che già dal titolo si preannunciava piuttosto particolare. Non resistendo alla curiosità e sollecitata dalla cara Alenixedda, è così che ho iniziato a guardare My Mad Fat Diary.


Sarei ipocrita, però, a dirvi che tra me e le avventure di Rachel Earl sia stato amore a prima vista. My Mad Fat Diary è un prodotto insolito sotto le mentite spoglie di teen drama e quindi probabilmente ho sbagliato l'approccio perchè pensavo di trovarmi davanti ad un telefilm adolescenziale frivolo e leggero e invece non mi sarei potuta sbagliare di più.

Non sorprende quindi che per le prime due puntate io fossi molto scettica al riguardo, non riuscivo a capire che direzione stesse prendendo il telefilm. Se guardi una sit-com sei pronto a ridere, se guardi un thriller ti aspetti la suspense, ma se guardi quello che tu pensi essere un teen drama come tanti altri,
come ci rimani quando scopri che la protagonista è una problematica adolescente sovrappeso autolesionista la cui vita non si risolve con un make-over e un prom da favola?
Ecco spiegato lo spiazzamento.

L'ottica di Rachel (per gli amici Rae) era difficile da capire. Come può una ragazzina di appena 16 anni essere così tanto afflitta dalla vita? Sinceramente il suo iniziale vittimismo catastrofista lo trovavo piuttosto deprimente ed ero assolutamente convinta che se la serie fosse continuata su quella via l'avrei presto abbandonata.

Poi mi sono lasciata prendere dalla sindrome del "to-the-end" e così mi sono detta che per mal giudicarla, o anche solo per giudicarla, avrei dovuto almeno dargli una possibilità e considerando il fatto che la prima stagione contava solo 7 episodi mi sono detta che avrei potuto sopportarne altri 5 prima di etichettarla in qualsiasi modo e così ho fatto.

Con la terza puntata c'è stata la svolta, o meglio è arrivata l'illuminazione. Non si trattava del solito telefilm di ragazze problematiche che risolvono i loro problemi con bei vestiti e accompagnatori per il ballo scolastico e nemmeno il classico telefilm che, per distinguersi, affronta categorie sociali fuori dall'ordinario, ghettizzando e stereotipando ancora di più il genere.


No, My Mad Fat Diary è un telefilm "di formazione". Non trovo un termine più consono, perché anche se la dinamica della "ricercata salvezza" potrebbe far pensare al clichè, in realtà la storia di Rae è brutalmente reale, non si tratta quindi di un percorso di crescita solo in salita, ma è più una montagna russa, in cui ci sono degli alti ma anche tanti bassi.
È un telefilm che conduce alla riflessione senza mai rivelarne l'intento, sonda così profondamente l'animo umano da riuscire a smuovere le corde più sensibili del nostro io, veicolando dei messaggi morali apparentemente silenti, che vanno dalla fiducia in sè stessi alla demitizzazione del prossimo.


La storia è narrata dal punto di vista di Rae, che sotto il consiglio di un terapista si accinge a raccontare le sue giornate su un diario. Noi siamo il suo diario, è con il pubblico che si apre, che svela i suoi più intimi pensieri, le sue frustrazioni e le sue difficoltà. Questo rapporto Rachel-spettatore è strepitoso e paradossale allo stesso tempo, se si considera che il problema della ragazza è proprio quello di non essere totalmente se stessa, di non riuscire ad avere un confronto sociale sano, a non mentire e soprattutto a non vergognarsi, tutti limiti che con il suo diario (lo spettatore), invece, abbatte.

Il suo percorso terapico è lastricato di difficoltà e non sempre, anzi quasi mai, riesce ad affrontarle nel modo giusto.

Ciò che rende realistico il telefilm e che quasi mai c'è l'happy ending, per una cosa che va nel verso giusto ce n'è almeno un'altra che va ad intaccare il suo precario equilibrio mentale.

Ci sono gli amici, ma come tutti gli umani, non sono perfetti, hanno pregi e difetti, non sono i burattini di una sceneggiatura volta a trovare la piena realizzazione della protagonista (emblematico è il fatto che i ragazzi della “gang” la chiamino "Rae-mundo", per via del suo aspetto e dei suoi modi di fare mascolini). C'è il ragazzo figo, che non è il classico bel faccino a cui tutto si riduce per ritrovare la serenità. C'è la famiglia, decisamente atipica e non sempre in grado di capire e aiutare. C'è il terapista, dietro la cui figura professionale si cela la fallibilità dell'uomo. C'è una cosa però che è l'unica costante nella disfunzionale vita di Rae ed è la musica. Una passione, un hobby, fine a se stesso. Non aiuta nè complica la vita dell'adolescente, è però una virtù stilistica che rende ancora più gradevole la visione della serie.

Ripercorriamo gli inimitabili anni '90, gli anni in cui la musica la dovevi ascoltare con il walkman e per goderti un album intero eri costretto a riavvolgere e rigirare la cassetta. Gli anni dei Blur, degli Stone Roses, dei The Verve, dei Suede e soprattutto gli anni degli Oasis per i quali Rae va pazza, come dimostra la sua camera tappezzata dal bel faccino di Liam Gallagher. Non è un caso che nel momento più saliente del telefilm parta una commovente, quanto incisiva, Wonderwall (2x07 Glue).

Le tematiche narrate e il modo schietto con cui sono affrontate non targettizzano il pubblico. Le grafiche in stile "comic" lo rendono sicuramente più accattivante agli occhi di un pubblico adolescente, ma in realtà è un telefilm apprezzabile da qualsiasi fascia d'età in quanto è in grado di regalare un ampio spettro di emozioni, lacrime ma anche tante risate.

Tecnicamente la serie, di produzione britannica, è ben strutturata, sia a livello sceneggiaturiale, punto di forza sono i personaggi ben studiati e caratterizzati, sia a livello registico. Ci sono degli episodi che sono dei veri e propri gioiellini di stile come ad esempio l’episodio 2x01 Alarm!, modulato perfettamente affinchè lo spettatore rimanga ignaro di un evento che ha condizionato tutto ciò che è accaduto nella puntata fino alla rivelazione finale, che ci giunge come un clamoroso e commovente colpo di scena, o l’episodio 2x06 Not I in cui si riepilogano gli episodi salienti della stagione e
di quella precedente dal punto di vista della migliore amica di Rae, Chloe, usando lo stesso espediente narrativo con cui siamo abituati a osservare la vita della protagonista, ovvero per mezzo di un diario segreto. Senza cadere in involontari spoiler posso solo assicurare che lo stupore e la commozione, per entrambi gli episodi, sono garantiti.

La serie con i suoi 16 episodi termina nella maniera più coerente e realistica possibile. Niente lacrime facili o risoluzioni miracolose, è un finale semplice e palpabilmente vero. Le cose non dette, le questioni irrisolte, svaniscono solo al suono di una più eloquente Creep dei Radiohead, che sulle sue note acustiche epiloga degnamente un telefilm che definirei letteralmente "di pancia".
Se non lo avete mai visto ve ne consiglio caldamente la visione, se invece conoscete My Mad Fat Diary scrivetemi in un commento le vostre impressioni e il vostro personaggio preferito della serie!
                                                                                                 

12 commenti:

  1. Io l'ho adorata fin dal primo istante.
    Anche perché con una colonna sonora del genere, per uno come me cresciuto col Britpop, non poteva che essere amora a prima vista. O meglio al primo ascolto. :)

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    1. Concordo in pieno! Il punto di forza è assolutamente la colonna sonora Britpop, delicata e potente allo stesso tempo. :)

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  2. Ad esser sinceri non fa proprio per me e forse mai lo vedrò però son contento che la sua visione ti abbia fatto ritornare qui ;)

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    1. Ahahhaa grazie Pietro! Prima o poi torno sempre, ormai tu lo sai alla perfezione! :D

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  3. Wow, non avrei mai pensato di prenderla in considerazione, ma la tua recensione è davvero favolosa e convincente e potrei aggiungerla alla mia lista "To be watched" ahah

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    1. Grazie carissima, sei troppo gentile! Se mai deciderai di guardarla e ti piacerá sarò contenta di avertela consigliata! :)

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  4. Sapevo di dover guardare questo telefilm e adesso ne sono sempre più sicuraaaa *.* Ho visto dei video in giro e mi sono piaciuti molto, la comincerò sicuramente U.U

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    1. Lilina guardala assolutamente, fa ridere e commuovere contemporaneamente. Vedrai che ti piacerà! :D

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  5. Io questa ce l'avevo in lista e mi è sempre rimasta in gola, vedevo e vedo ancora su tumbrl gif sul telefilm, avevo visto anche una o due puntate e volevo seguirla, ma poi non ho più trovato le puntate e quindi mi sono dovuta arrendere. Ora con questo tuo racconto sono ancora più sicura di aver perso qualcosa di bello! :(

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    1. Franci devi assolutamente recuperarla e andare avanti a vederla! Confermo la tumblerosità del telefilm, ogni scena starebbe benissimo in gif e infatti il web ne è pieno! Spero che riuscirai a trovarla e continuarla al più presto! :D

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  6. Ciao cara! Ti giuro che stavo cercando qualsiasi persona che mi dicesse com'è questa serie e sicuramente mi hai incuriosita!!! :D
    -G

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    1. Ciao G dagli un'opportunità, è una serie molto particolare ma se ti riesce a prendere ti darà tantissimo! :*

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