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Sindrome cinefila di Peter Pan

Avete presente Valerio Scanu all'Isola dei Famosi che imita chiunque gli riesca decentemente?  Ecco, da piccola io ero uguale, solo che le vittime delle mie parodie non erano subrette televisive ma attori dei film che più mi appassionavano. Sì, perché fin da piccola ho sempre amato la settima arte e, anche se i gusti all’epoca erano piuttosto discutibili (c'è chi lo direbbe anche dei gusti attuali), la passione era già grande, tanto che costringevo i miei famigliari a rivedere gli spezzoni più divertenti più e più volte consecutivamente. Studiavo l'espressione, la gestualità e il tono di voce e poi mi cimentavo in veri e propri cabaret per il diletto di chi mi doveva sopportare. Qualche tormentone ricorre ancora oggi ma, grazie al cielo, ho accantonato le straordinarie doti da imitatrice, i film presi di mira invece no. Tutt'oggi non manca mai l'occasione di dare una rispolverata a quei film cult degli anni ‘90, quei film che hanno segnato le vite di tanti bambini come me.


Primo su tutti l'intramontabile, quanto inimitabile, Macaulay Culkin nella famosissima commedia per la famiglia, senza la famiglia, “Mamma ho perso l’aereo”. Tutti i bambini hanno desiderato almeno una volta di vestire i panni di Kevin e godersi la libertà di stare a casa da soli. Con tutte le avventure rocambolesche del bambino più scaltro d’America che avrei potuto scegliere, la scena che più mi piaceva ripetere fino allo sfinimento era, invece, quella in cui la cugina gli dice con aria di sufficienza: “Tu sei quello che i francesi chiamano les incompetents”. Dettaglio decisamente inutile e superfluo nel mischione di insulti che di norma riceveva quel bambino, però di sicuro quello che ha colpito maggiormente la mini-me degli anni 90. Inutile dirlo, in questo filone di film non può certo mancare il sequel sempre diretto dal mitico Chris Columbus, che in questo post ricalcherà un po’ il ruolo da protagonista, avendo sfornato un bel po’ di pellicole cult anni ‘90. Non puoi dire “Mamma ho riperso l’aereo, mi son smarrito a New York” senza citare la scena all’aeroporto in cui la famiglia di Kevin si accorge che anche sta volta il piccolo di casa manca all’appello, con l’esilarante catena d’azione “Dai questa a Kevin.. Dalla a Kevin.. (...) Kevin non c’è.. Kevin non c’è..” . Un cult natalizio che non manco mai di omaggiare ogni anno durante le feste riproponendo la maratona dei due film.
Il faccino simpatico e furbetto di Macaulay era un passe-partout per il successo di ogni family comedy di quegli anni, come dimenticare infatti “Papà ho trovato un amico”? Una storia tenerissima dal finale amaro che porto ancora nel cuore, è stato, infatti, il preludio della mia futura passione per le morti improvvise ed imprevedibili nei film. Citazione cult: “Vera e Thomas sono fidanzati avranno tre figli e si sposeranno.” Lo so, non ditemi nulla, avevo una vocazione per cogliere le battute più inutili.
Un altro film decisamente triste ma che ancora oggi porto nel cuore è un altro successo di Chris Columbus ovvero “Nemiche Amiche”, l’ho rivisto anche recentemente e devo dire che ha ancora la capacità di commuovermi, nonostante attualmente non provi molta simpatia per la dentona Julia Roberts. In questa pellicola, più che una frase cult, ciò che ancora oggi mi rimbomba nel mio cervello, anche a parecchi giorni di distanza dall’aver visto il film, è la canzone scelta come colonna sonora “Ain't no mountain high enough” di Marvin Gaye e Tammi Terrell, una vera bomba atomica di energia. Un’altra canzone rimasta per decenni come tormentone di una generazione è senza dubbio la canzoncina/filastrocca di “Ci hai rotto papà”, unico film italiano tra quelli citati. Chi almeno una volta non ha intonato “Noi siamo gli intoccabili e voi ci avete rotto. Voi vi chiamate grandi, ma vi pisciate sotto. Voi che sapete tutto a casa alla tv, ci avete rotto non ne possiamo più…”? Un’altra bambina dall’aria furbetta è la protagonista del prossimo film, io la definirei la versione femminile di Macauley Culkin, considerando anche l’affinità di stile di vita che i due attori hanno intrapreso da adulti, sto parlando ovviamente di Lindsay Lohan, che, prima che iniziassi ad amarla da adolescente grazie a Mean Girls, trovò la mia simpatia grazie al film Disney “Genitori in trappola”.
La celebre ginger head vestiva i panni di due gemelle separate alla nascita incontrate casualmente e intenzionate a riunire i propri genitori. Una pellicola carina e divertente soprattutto nella parte iniziale in cui le due bambine, non sapendo ancora di essere sorelle, non si sopportano minimamente. Celebre è il duello a fioretto tra le due che culmina con la stizzosa frase: “Forse perché io so tirare di fioretto e tu no, oppure io ho classe e tu no? A te la scelta!”. Tra tutti i film che si usavano tra i banchi di scuola delle elementari/medie, tra i quali Jumanji, The Goonies, Un giorno per caso, Matilde sei mitica, Mrs Doubtfire, ecc. a me nel cuore è rimasto “Una moglie per papà” quel film con Whoopi Goldberg che, nonostante il gatto morto del microfono onnipresente in ogni inquadratura, lo trovo ancora un film molto carino. La mia scena preferita è ancora oggi quella in cui la bambina si attacca alla portiera della macchina per non andare a scuola e dopodiché la tata le fa ripetere la frase mantra “Mi chiamo Molly Singer e non c’è nessuno al mondo migliore di me”, una sferzata di autostima, non c’è che dire! Per finire chiudo in bellezza con il mio primissimo film preferito in assoluto, che vi farà capire molte cose sui miei gusti cinematografici. Avevo una manciata d’anni e al posto di guardare i film Disney, come tutti i bambini miei coetanei,  la mia scelta ricadeva sui venerdì thriller di Rai 2, da cui è nata la mia passione per i drammi e i colpi di scena.
A rubarmi il cuore, in uno di quei venerdì sera passati con mamma sul divano, fu “La mano sulla culla”, film che ricordo praticamente a memoria, grazie alle innumerevoli volte in cui l’ho visto, ma nonostante ciò non mi stanco mai di riguardarlo anche a distanza di vent’anni dalla prima volta. Una semisconosciuta Julianne Moore ricopre un ruolo secondario ma con lo stesso garbo e fascino che l‘hanno portata nel 2015 ad essere premiata in occasione degli Academy Awards.
Anche di questa pellicola non posso esimermi dal svergognarmi rivelandovi il mio tormentone nonsense ed inutile: “Mi sono occupata io di condire l’insalata”. Con questa citazione così profonda ed elevata chiudo qui questo excursus sulla mia infanzia da cinefila emergente e invito tutti voi a condividere con me le vostre imbarazzanti, o meno, passioni cinematografiche che vi portate dietro fin dall’infanzia.


Quali film adoravate da piccoli? C’è qualche film che vi è rimasto nel cuore ancora oggi? Fatemelo sapere con un commento!
                                                                                                            

2 commenti:

  1. Un film che mi è rimasto nel cuore? Due, e parlano tutti di draghi. Il primo è "Elliot il drago invisibile" e il secondo è "Dragonhearth", davvero bellissimo!

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    1. Mi duole ammettere di non averne visto nemmeno uno dei due, però se ti può consolare io da piccola ero innamorata follemente di Denver, il dinosauro con gli occhiali da sole e il nasone all'insù! XD

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