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Gruppo di lettura "Città di Carta" #03



Sto cercando di rimettermi in pari con il gruppo di lettura di “Città di carta” di John Green organizzato da “la tana di una booklover” e stranamente ci sto riuscendo. Il tempo libero di questa settimana mi ha permesso di andare avanti con una lettura e di essere decisamente al passo con gli step del gruppo.
Ci troviamo alla terza tappa e sono, quindi, pronta per il gran finale di domani per rilasciare l'ultima mia opinione su questo libro che se lasciavo in libreria ad impolverarsi forse sarebbe stato meglio.
Il libro non mi sta piacendo, è appurato, ma più si va avanti e più l'entità dei miei sentimenti negativi nei confronti di questo libro peggiora. Alla fine della seconda tappa avevo delle aspettative che John Green ha disatteso completamente. L'ambientazione cupa che si era insinuata fino al capitolo 10 della "Seconda Parte" del libro è cessata istantaneamente, l'introspezione dei personaggi è stata posta in ultimo piano e soprattutto ancora le motivazioni che spingono i personaggi a compiere azioni, il più delle volte folli e un po' surreali per ragazzini in età adolescenziale, non sono state spiegate nemmeno implicitamente. Il romanzo, che torno a ripetere pare essere uno di quei romanzi da leggere durante il periodo delle vacanze scolastiche, ha preso la piega del libro d'avventura misto ad un dozzinale giallo. Giallo descritto malissimo, peraltro, indizi e controindizi molto forzati e poco credibili. Quentin va alla ricerca di Margo, decifrando gli indizi che questa ha lasciato prima di fuggire, riuscendo nell'intento di scoprire dove si è nascosta la sua amica d'infanzia. Una domanda sorge spontanea: che fine ha fatto il detective? 
Un investigatore ingaggiato dai genitori della scomparsa ha fatto la sua apparizione nei capitoli addietro giusto per regalarci due aforismi da cioccolatini e poi ce ne siamo completamente dimenticati per il resto della trama, ma la cosa più assurda è che non sia intervenuto minimamente nella "risoluzione del caso" che, invece, ha risolto in quattro e quattr'otto un adolescente con l'aiuto di tre suoi amici. Bah! 
Il viaggio in macchina per andare nel luogo in cui Quentin era certo di trovare Margo l'ho trovato piuttosto frettoloso seppur noioso. Di questo step di lettura salverei solo il discorso di Radar sul "siamo come siamo e non possiamo pretendere che i nostri amici siano come vogliamo noi". Fine della fiera.
Ora mi tocca leggere l'ultima parte, ma non confido più in nessun cambiamento, la narrazione sta giungendo al termine ed è certo che non troverà la mia approvazione nella manciatina di pagine finali. La mia curiosità ora è rivolta solo al finale per scoprire se John Green si è provato a rialzare dal rovinoso scivolone o se ha continuato a rotolare invano. Lo scopriremo domani con l'ultima tappa (grazie al cielo!).


Avete già letto questo libro? Cosa ne pensate? Partecipate o avete partecipato a qualche gruppo di lettura? Raccontatemi le vostre esperienze e opinioni con un commento!
             
                                                     

2 commenti:

  1. Ciao!
    Purtroppo, tolta l'adrenalina iniziale per via della notte folle che Q e Margo passano insieme, questo romanzo non sta piacendo molto nemmeno a me. La parte della ricerca di Margo sarebbe dovuta essere quella più coinvolgente, invece è stata quella più frustrante e per salvare questo romanzo Green dovrebbe regalarci un finale inatteso e bellissimo, ma dubito che lo farà, purtroppo.
    L'unico personaggio che fino ad ora salverei è proprio Radar, che è il più saggio del gruppo indubbiamente.
    Il messaggio che Green vuole dare, quello di andare oltre le apparenze, che una persona è molto di più di quanto vediamo, pensavo riuscisse ad uscire con più forza da queste pagine, invece no. Si limita a poche frasi sparse qui e la.
    Ho sicuramente letto un Green migliore sia in Teorema Catherine che in Colpa delle stelle.

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    Risposte
    1. Concordo in pieno con te! La parte della ricerca è stata frustrante e nemmeno l'ironia di Radar, che trovo anche io sia un buon personaggio, è riuscita a salvarla. A me, purtroppo, Green non aveva convinto del tutto nemmeno in Colpa delle stelle, nonostante trovassi la storia coinvolgente e interessante. In questo libro, però, sono arrivata addirittura al punto di non sopportarlo proprio! Nonostante questo, però, voglio dargli un'altra chance e leggere Teorema Catherine avvalendomi del tuo parere. Spero di ricredermi nei suoi confronti!
      Riguardo al finale di Città di carta, non voglio spoilerarti niente, ma ti rivelo solo che arrivando alla fine, ahimè, non ho cambiato per niente opinione al riguardo.

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