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Pellicole squillanti

Il telefono. Croce e delizia del nuovo millennio. È l'oggetto che in assoluto ha subito la più repentina evoluzione tecnologica. Sembra ieri che per contattare qualcuno bisognava alzare la cornetta e comporre il numero con la tastiera rotante, mentre al giorno d'oggi un telefono può addirittura sostituire una carta di credito.
Che sia fisso oppure mobile, il telefono è da sempre un oggetto di culto e pertanto la cinematografica lo ha spesso celebrato con pellicole incentrate proprio su quest'oggetto, a partire dal dolce ricordo dell'infanzia dell'omino verde che, indicando il cielo con il suo ditone luminescente, chiedeva a gran voce "E.T. telefono casa".
Frase rimasta negli annali e sfruttata al massimo dalle campagne pubblicitarie di telefonia degli anni '90.
Non so se è una mia lacuna o se è effettivamente così, ma se mi fermo a pensare in quali film il telefono ricopre un ruolo importante mi vengono in mente solo thriller o horror.

Il primo titolo che mi è riaffiorato alla memoria è "Cellular", un film del 2005, che adoro tutt'ora, diretto da David R. Ellis, in cui il cellulare diviene la chiave di salvezza di una fantastica Kim Basinger, che, rapita da poliziotti corrotti, riesce a ricostruire un  telefono rotto presente nella stanza dove è rinchiusa e si mette in comunicazione con un ragazzo (Capitan America per la Marvel) che, a seguito di uno scetticismo iniziale, farà di tutto per salvare lei e la sua famiglia. Il merito dell'originalità della trama va dato sicuramente a Larry Cohen che ci ha messo l'idea, sviluppatra poi dallo sceneggiatore Chris Morgan.
Larry Cohen, però, pare essere un affezionatissimo amante della telefonia, infatti, a lui va attribuito anche un altro film in cui il telefono risulta la colonna portante della storia e sto parlando di "In linea con l'assassino", diretto da Joel Schumacher, in cui vediamo un fedifrago Colin Farrell alle prese con un serial killer, amante della sincerità, che lo intrappola in una cabina telefonica tenendolo sotto tiro di fucile. Personalmente è uno dei miei thriller preferiti perchè la storia è originalissima e mai banale, per certi versi mi ricorda un po' Saw con il killer folle mosso da intenti moralistici. Ciò che l'ha reso indelebile nell'elenco dei film che amo maggiormente è stato, però, il colpo di scena finale, che, spiazzandomi, ha fatto breccia nel mio cuore.
A rendere ancora più pauroso e inquietante ricevere una chiamata ci pensano, però, due horrror, entrambi remake americani di altrettante pellicole asiatiche, che confermano quanto gli occhi a mandorla siano dei maestri a metterci strizza con i loro horror angst.
"Chiamata senza risposta" e "The ring" hanno entrambi in comune a ricezione di una chiamata premonitroia della propria morte, ma, mentre il primo l'ho trovato noioso e malfatto, nonostante la presenza di Shannyn Sossamon, che io amo nei film in cui è in coppia con Heath Ledger (Il destino di un cavaliere e La setta dei dannati), il secondo ha il vanto di essere il primo film horror che sono andata a vedere al cinema. Ricordo che aspettavo con trepidazione l'uscita nelle sale esorcizzando la paura guardando in loop il trailer e giocando con le mie compagne di classe a riprodurre la scena della telefonata seguita dal "ma che deficente!"
Un film che con più maturita ho rivisto e apprezzato volentieri e di cui, quindi, non ho invariato il parere positivo. Samara ancora oggi è un'icona del cinema del terrore e protagonista di molte paure che terrorizzano i più fifoni che si aspettano di vederla uscire dalla televisione da un momento all'altro o di ricevere la famosa telefonata "sette giorni". La chiamata che riceve Naomi Watts, nel ruolo in cui mi è piaciuta di piaciuta di più della sua carriera, è effettivamente terrorizzante e riesce a rizzarmi i capelli ogni volta.
È di più recente produzione, invece, un film incentrato sul mondo hi-tech, in cui i telefoni fanno solo parte del background in cui si svolge "Il potere dei soldi" di Robert Luketic, una storia di spionaggio industriale che si pregia di avere nel cast nomi del calibro di Harrison Ford e Gary Oldman, oltre all'affascinante Liam Hemsworth (per gli amici Gale di Hunger Games).
Per scovare altri film in cui lo squillo del telefono cambia le sorti di una vita devo scavare nella preistoria del cinema e tirare fuori dal cilindro un capolavoro del maestro Hitchcock "Il delitto perfetto" di cui è stato girato anche un remake a fine anni '90, in cui una giovane Gwyneth Paltrow riceveva la regale eredità del ruolo che, nella pellicola originale, fu della divina Grace. La telefonata è importante perchè è il mezzo con il quale il marito geloso (Ray Milland e più recentemente Michael Douglas) controllava che l'omicidio dell'infedele moglie andasse a buon fine, cosa che puntualmente non accadde.
Alla fine, tra partner fedifraghi, rapimenti ed eventi paranormali, non c'è da star tranquilli, grazie al cielo possiamo impostare il nostro smartphone in modalità silenziosa e goderci in tutta tranquillità un film un po' più tranquillo, ovvero la commedia di Diane Keaton "Avviso di chiamata", in cui il telefono riveste il ruolo di filo rosso che intreccia le vite di tre sorelle ormai distanti in ogni senso. Un film carino che non ti dà e non ti toglie nulla ma che è un riempitivo gradevole per passare il tempo.
Io, però, per passare il tempo di attesa in una sala d'aspetto ho preferito sfruttare per l'appunto il mio telefono e scrivere questo post (le magie portentose di Android!), ma, ahimè, ora il telefono reclama a gran voce un carica batteria e prima che mi pianti in asso faccio giusto in tempo a premere il tasto "Pubblica".




A me sinceramente non vengono in mente altri film su questa tematica, ma sicuramente avrò scordato pellicole più importanti, se così fosse fatemelo sapere in un commento e ditemi anche se i film che ho citato vi sono piaciuti o meno!
                                                                                                                              
                                                     

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